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Un cartone Ønirico: South Park"La vita non è né bella né brutta, ma è originale." (Italo Svevo, scrittore italiano)
A volte capita di fare zapping su canali di vario genere e di soffermare la nostra attenzione anche su programmi che mai ci sogneremmo di vedere; è questo il caso di un prodotto di animazione americano, che ha destato e sempre desterà scalpore ed interrogativi davvero importanti (*). Il cartone animato in questione si chiama South Park.
1995: Matt Stone e Trey Parker, due giovani registi e sceneggiatori vengono incaricati dall'emittente televisiva statunitense FOX di produrre un cortometraggio da regalare come biglietto di Natale a colleghi ed amici. Tutti si aspetterebbero un allegro e canterino quadretto natalizio, con bambini che cantano allegramente delle simpatiche canzoncine natalizie, come "Jingle bells" o "O Tannenbaum", ma la storia non sarebbe andata così. Il regalo fatto da questi due simpatici personaggi alla storia dei cartoni animati era alquanto differente da ciò che ci si poteva attendere, un dissacrante confronto natalizio tra Gesù e Santa Claus al fine di vedere chi realmente sia il vero "re" del Natale.
Un esordio alquanto roboante, ma era solamente l'inizio dell'epopea di questo stravagante cartone.
L'ambientazione di questa serie è un paesello americano del Colorado, ottuso e verosimile, sia nei paesaggi (stilizzati da un'animazione computerizzata non certamente fantascientifica), che nei personaggi (caratteristi di un determinato modo di apparire nella società oppure VIP aspramente presi di mira).
Il tempo di narrazione delle vicende del cartone animato è ambientato nel periodo compreso tra la terza e la quarta elementare frquentata da Kenny McCormick, Stan Marsh, Kyle Broflovski ed Eric Cartman: i veri protagonisti delle strampalate vicende di questo cartoon.
I quattro ragazzini sono il vero fulcro delle vicende narrate e grazie alle loro diversità (talvolta gli uni sono agli antipodi degli altri) offrono una certa varietà di spunti di riflessione.
Il linguaggio, dobbiamo pure ammetterlo, è scurrile e particolarmente offensivo, ma gli attacchi sono rivolti un po' a tutti, da Michael Jackson (protagonista di un episodio sotto il nome di Michael Jefferson) a Ben Affleck (considerato membro di una famiglia "fisicamente rovesciata"), fino a colpire la portoricana Jennifer Lopez.
Ragazzini perspicaci ed alquanto intelligenti, ma pur sempre bimbi pseudo-innocenti. Per mezzo di loro, infatti, molti temi di attualità e dibattito vengono fatti risaltare poichè proprio l'inconsapevolezza di questi giovani riesce a spiegare e proporre una soluzione a problemi di carattere etico e sociale.
Eutanasia, sfruttamento minorile, incomunicabilità tra classi sociali, razzismo, antisemitismo, bullismo, pedofilia e pregiudizi in genere sono gli argomenti magistralmente analizzati dai giovani antieroi del piccolo paese di South Park.
Polemiche, certamente, ma anche tanta cattiveria nel comportamento di alcuni di questi personaggi.
Tra questi personaggi, il più crudele è senza alcun dubbio Eric Theodore Cartman, un ragazzino pigro, aggressivo, avaro, razzista, bigotto, egoista, grasso (ma lui si definisce "con le ossa grosse, non grasso"), rude, manipolabile e manipolatore a sua volta (definizione di Wikipedia). E' un personaggio avido, pronto a sacrificare anche la vita dei suoi più cari amici per soddisfare un proprio bisogno o addirittura uno sfizio banale. Propone spesso e volentieri volgari scommesse, dimostrandosi superficiale e perfido. Il suo comportamento è sicuramente il più estremista tra tutti quelli dei protagonisti di questo cartone animato, dato che si dimostra costantemente pungente ed ironico nei confronti dei deboli e caustico nei confronti del suo "amico" ebreo Kyle Brovlofski.
Quest'ultimo, figlio di un avvocato ebreo per l'appunto, è il più battagliero dei quattro ragazzini. Con il suo cappellino verde (di cui si vergogna non poco) è spesso il personaggio più iroso ed attaccato da Cartman, che lo beffeggia in quanto ebreo.
Sensibile e cocciuto, Kyle è rispettoso dei dettami della sua religione, anche se in alcuni casi non li comprende appieno, avvicinandosi con fervore a religioni scissioniste (in un episodio sostiene fermamente il nuovo credo del compagno Eric).
Il miglior amico di Kyle è Stanley Marsh, figlio di uno strano geologo di nome Randy, credulone nei confronti delle nuove mode e destinato a percorrere una parabola discendente in quanto rispettabilità episodio dopo episodio. Il figlio, chiamato dagli amici Stan, è il bimbo più saggio di tutto South Park, colui che meno si fa influenzare dall'amico "grassone", ma è anche un sensibile osservatore della realtà, nonché un valido esaminatore delle mode più strane che si sviluppano nella sua cittadina.
E' la mente saggia del gruppo, che alla fine di ogni episodio pronuncia una frase significativa. E' inoltre l'immedesimazione perfetta del produttore Trey Parker ("stesso nome dei genitori e carattere simile" da quanto sostiene. Identificazione similare accade con il raffronto Kyle Brovlofski-Matt Stone). Un ragazzo indubbiamente serio, fidanzatino in stile elementari di Wendy Testaburger, con cui raramente parla e che infatti si stuferà di lui.
Il quarto amico è il taciturno Kenneth (Kenny) McCormick, figlio di una famiglia povera ed incapace di far sentire la sua voce al pubblico in maniera chiara e distinta. Il giubbotto arancione che indossa è infatti avvolto intorno al suo corpo ed il suo viso è parzialmente chiuso in esso, impedendogli di far sentire la propria voce al pubblico a casa. I suoi tre amici però comprendono il suo strano linguaggio e Kenny risulta spesso fondamentale nel far comprendere ai suoi compagni di classe il significato di alcune parole perverse, legate ad argomenti alquanto stravaganti.
La quasi impossibilità di interagire con gli spettatori è il vero limite di Kenny, che pesantemente preso in giro da Cartman (il solito) per la sua povertà, diviene simbolo di mancanza di potere della stessa nei confronti della civiltà di vizi e viziati.
Gli altri protagonisti di questa serie televisiva sono di contorno, ma come dimenticare Leopold "Butters" Stotch ed il saggio Chef? Una menzione speciale va anche data ad altri personaggi come Tweek, il sostituto di Kenny per un breve periodo ed anche al simpatico contributo dell'insegnante Garrison.
Ironico questo cartone, no? Merita proprio di essere visto, ma con le dovute eccezioni, dato che non tutti potrebbero tollerare la critica ed i comportamenti di questi giovani antieroi del Colorado.
(*): una precisazione è più che doverosa a riguardo di questo cartone animato: il linguaggio è molto vogare e razzista, seppure i significati espressi siano in alcuni casi fondamentali per capire come le cose vadano realmente nel mondo della contemporaneità.
Per chi fosse interessato, giovedì 3 maggio alle ore 21.00 su Comedy Central, Canale 115 del pacchetto SKY, sarà trasmessa la decima serie del cartone animato South Park.
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